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3° giorno: sentimenti contrastanti

Nel terzo giorno di gara lo SwissSkills Team ha vissuto l’intera gamma delle emozioni possibili. Mentre alcuni hanno dovuto fare i conti con un compito non riuscito, per altri i risultati abbracciano una scala che va dal buono al perfetto. E poi ci sono quelli che con una grande partecipazione dei tifosi sono già riusciti a portare a termine la loro gara. Alcuni però daranno ancora una volta il massimo durante l'ultima giornata e terranno duro fino all’ultimo minuto, aiutati dallo spirito di squadra.

«È stata una giornata strana», racconta Riet Bulfoni, meccatronico d’automobili, che al mattino ha sbagliato completamente il suo compito trovando un solo errore in ben due ore di lavoro. Ne è uscito distrutto e depresso. «Ma ho avuto un grande supporto qui, anche dallo SwissSkills Team. Mi hanno rimesso in sesto e così il pomeriggio sono riuscito a riprendermi completamente.» Così è riuscito a rispettare il programma, tutto è «stato perfetto, ho finito puntualmente e sono soddisfatto di com’è andato il pomeriggio». Ma poi, commette comunque un errore fatale: ha così tanto tempo da potersi permettere anche di pulire il pavimento – e per di più davanti agli occhi della madre, che lo ho accompagnato(!). Ora dovrà parlarne con lei, afferma sorridendo.

Finito, ma il tremore non è ancora passato

Silvio Tönz, fresatore CNC, porta a termine la sua gara già verso mezzogiorno, Patrick Meier, tornitore CNC, un po’ più tardi, entrambi festeggiati da una grande comunità di tifosi svizzeri, con campane e bandiere al seguito. Per Patrick Meier le giornate di gara sono state molto impegnative e i tempi molto stretti: «Ma la presenza di così tanti fan che ti supportano è una bella sensazione.»
Anche il webdesigner Emil von Wattenwyl pur avendo finito la sua maratona, non è ancora uscito dalla «modalità gara»: «È stato davvero intenso, la pressione era enorme, sto ancora tremando e sono tutto adrenalinico.» A parte un paio d’ore di sonno, ha lavorato a pieno ritmo per 30-40 ore. La pressione mentale è stata estrema: «Ora mi sembra tutto maledettamente fantastico, sono molto felice di aver partecipato e me ne ricorderò per molto tempo.»

Alcuni devono ancora mettercela tutta

Michael Graf, fabbro di metalcostruzioni, ha ancora una lunga strada prima di arrivare a questo punto. Nella sua professione l’inizio della gara è stato ritardato, ma il tutto lo ha reso solo «un po’ nervoso», afferma. «Sarà più difficile del previsto e le giornate di lavoro saranno più lunghe, perché ora abbiamo tre giorni per portare a termine il nostro progetto di 22 ore», spiega e aggiunge assolutamente impassibile: «Non posso farci nulla, la prendo come viene.»
Uthaya Umaparan, la panettiera-pasticciera-confettiera di Schangnau (Berna) è invece assolutamente in tempo. Pur avendo avuto un giorno libero, si è alzata appositamente presto per celebrare insieme allo SwissSkills Team il tradizionale grido di battaglia all’inizio del giorno. La attende ancora il cosiddetto compito misterioso, che prevede la preparazione di un savarin (impasto base a forma di ciambella) decorato con frutta. In realtà preferirebbe iniziare subito, perché attendere la rende più nervosa che non iniziare subito. «Sono in grado di farlo e mi sono allenata, per questo domani sicuramente mi riuscirà bene», afferma sicura di sé prima dell’ultima giornata di gare.

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