Sistemazione nella base delle competizioni

01.10.11

Dall'Hotel Premier Inn Docklands l'ingresso ovest dell'area gare ExCel si può raggiungere rapidamente a piedi. Nel corso dei prossimi nove giorni questa sarà la casa provvisoria del team svizzero.

Gli svizzeri non sono gli unici concorrenti alloggiati al Premier Inn. Se n'è accorto subito anche il polimeccanico fresatore CNC Tobias Meyer, vedendo le molte bandiere degli altri partecipanti alle WorldSkills sulle finestre dell'hotel. "Dobbiamo assolutamente fare in modo che ci siano ancora più stendardi svizzeri", è stato il suo commento. E in poco meno di un'ora su quasi ogni finestra era esposto un pezzettino di patria bianco e rosso...

Oltre alla squadra svizzera, il Premier Inn Docklands ospita anche i team di Argentina, Brasile, Cina, Danimarca, Inghilterra, Olanda, Irlanda, Liechtenstein, Norvegia, Austria, Turchia, Tunisia e gli Stati Uniti e con ciò è al completo. I circa 1000 giovani partecipanti vengono distribuiti complessivamente in tre alberghi e alcuni esperti e altri funzionari ufficiali contribuiscono a occupare ancora qualche posto.

Un unico badge per tutte le occasioni

All'arrivo, i candidati e le candidate hanno ricevuto immediatamente anche il loro badge nonché istruzioni importanti per i giorni seguenti. Il badge è di vitale importanza; infatti, senza badge alle WorldSkills Competitions non funziona praticamente niente. Il badget serve per l'accesso ai pasti, all'area della competizione, al proprio posto di lavoro e anche alle feste di apertura e di chiusura.

In visita alla House of Switzerland

L'arrivo a Londra è stato festeggiato dal team svizzero in serata alla SwissSkills House of Switzerland con una grande "spaghettata". E l'accompagnatore Rolf Helbling ha subito fatto i ringraziamenti per la scelta eccellente della sede del pre-camp, alla Wotton House. "Saremmo rimasti volentieri ancora due o tre giorni", dichiara entusiasta la cuoca Sandrine Eisenhut. "La villa di campagna era ideale per staccare una volta tanto", aggiunge l'operatore in automazione Adrian Kamer, che ha festeggiato ieri il suo 22° compleanno.

Le batterie sono quindi cariche per le faticose giornate che il team ha ancora davanti a sé.

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Diario del team

La giornata è iniziata come di consueto: prima colazione e poi Mental Training, con esercizi di qigong e di rilassamento. Fino alla partenza per Londra noi candidati abbiamo trascorso il restante tempo a disposizione per rilassarci e fare il pieno di tranquillità nella meravigliosa tenuta del Wotton House: ognuno lo ha impiegato come meglio credeva, ossia giocando a Jass, godendosi il sole e i giardini o assistendo al ricevimento di un matrimonio nella tenuta. Ciascuno di noi sarebbe volentieri rimasto ancora lì per alcuni giorni, anche se tutti erano ben lieti di recarsi finalmente a Londra. Questa volta il viaggio in bus si è svolto senza particolari incolonnamenti, e siamo dunque giunti al nostro nuovo hotel puntuali alle quattro.

Abbiamo subito voluto dare una prima impressione d'impatto e abbiamo quindi eseguito il nostro grido di battaglia, già più volte provato. La cosa ha attirato il team del Liechtenstein che, uscito dalle camere, è venuto a fare la nostra conoscenza. Per affermare ancor di più la nostra presenza, abbiamo addobbato l'hotel con alcune bandiere svizzere, in alcuni casi veramente enormi. Per questo le molte piccole bandiere brasiliane in hotel sembrano ancor più piccole.

Fino alla cena presso la «House of Switzerland» abbiamo arredato le camere, abbiamo esplorato l'ambiente circostante l'hotel e abbiamo dato una prima occhiata all'edificio dell'ExCel. Adrian Kamer (meccatronico) ha così fatto conoscenza con un gentilissimo volontario, che gli ha persino lasciato il suo numero di cellulare, offrendogli anche la propria disponibilità e reperibilità per qualsiasi emergenza, nel caso avesse voluto ad esempio visitare la città, se avesse avuto problemi con il cibo o altro. Vedremo se saprà mantenere la sua promessa.

La sera, poi, tutti assieme, ci siamo diretti verso la «House of Switzerland». Siamo stati accolti calorosamente e sin da subito ci siamo sentiti un po' come a casa. Durante una splendida cena diversi esperti sono passati a farci visita, raccontandoci come avevano trascorso la loro giornata di preparazione, mostrandoci le prime registrazioni della postazione di lavoro e raccontandoci le novità riguardo ai compiti da svolgere durante le competizioni. Infine ci siamo salutati con il nostro squillante grido di battaglia.

Basil Brunner, elettronico
Jan Züllig, costruttore modelli e stampi